L’Effimera ad Agarta – un ecosistema interspecista

Habemus Logo! E sembra l’impaginazione di una carta dei Tarocchi del 1700. In questo articolo mi perdo in un’apologia di Jelena Sucic – la creatrice di questo logo. Jelena è la mia compagna di avventure ticinesi. Con il CSRP Institute, di cui è co-presidentessa fa parte della ciurma de L’Effimera.

L’Effimera (14-21 Giugno 2026 alla Fattoria Sociale Agarta di Cavigliano) è decisamente la più grande impresa della mia vita.

Ma facciamo un passo indietro: cos’è L’Effimera?

Per capire il lavoro di Jelena, bisogna capire la complessità de L’Effimera. Stiamo parlando di un cantiere artistico-sociale aperto che andrà dal 2026 al 2031. 22 installazioni interattive di grandi dimensioni. Tutte integrate al sistema già in transizione della Fattoria Sociale Agarta di Cavigliano.

Agarta da sola ospita un nutrito ecosistema spontaneo di animali, piante e persone, e da due anni è diventata completamente vegana.

L’intervento estetico di cui sono responsabile si inserisce in maniera sistemica: le opere saranno vive, organicamente integrate con gli abitanti del luogo.

Sembrano tanti paroloni, ma nel pratico vuol dire mettere d’accordo tanta gente, animali e piante allo scopo di realizzare un’opera viva e multidisciplinare che crei benessere per tutte, tutti e tutto.

Un Approccio sistemico-permaculturale

Jelena Sucic mi insegna che per entrare in un’ottica sistemica la vera sfida è riconoscere e dare valore all’altro.

“Altro” inteso non solo come persone, ma anche come altri esseri viventi, entità, oggetti inanimati che coabitano l’universo con noi sapiens sapiens.

Il dizionario Treccani riferisce che “sistemico” è ciò che «si riferisce a un sistema, che riguarda l’intero sistema». E approfondisce in particolare l’uso in medicina («che interessa l’intero organismo e non un organo o un distretto particolare»)

Dall’animale domestico al mondo microscopico. Dal singolo utensile di casa alla complessità delle fonti scientifiche. Dal proprio letto fino ai confini dell’atmosfera terrestre.

Detto così sembra una faccenda confusa e forse troppo ampia, ma c’è un trucco per orientarsi e riconoscere i sistemi (o i sistemi dentro ad altri i sistemi). Il trucco è osservare i legami – le connessioni. Il sinonimo di sistemico è olistico, con l’unica differenza che il primo si applica alla scienza e il secondo a delle pratiche.

Jelena Sucic e l’impegno verso la sostenibilità

In un ottica sistemica – il progetto de L’Effimera voglio raccontarvelo in modo diverso. Ve lo voglio narrare attraverso le connessioni mie con tutte le splendide persone che mi circondano in questa avventura

Ho scelto di iniziare dall’estrema sintesi: il logo/il simbolo e la persona che lo ha creato.

Quando si parla di simboli in quanto prodotti di sintesi, Jelena è decisamente l’esperta. Non chiamatela grafica, anche se lo potrebbe sembrare.

Jelena è una cara amica. Insieme alla prof.ssa Susu Nousala e ad altre figure di coordinamento, contribuisce alla gestione del CSRP Institute, una realtà che fa da vero e proprio incubatore per progetti di ricerca radicalmente diversi o, più nello specifico: sistemici.

Insieme alle loro iniziative legate alla comunità scientifica sistemica internazionale, sul loro sito potete trovare altri progetti miei che hanno trovato terreno fertile nel loro istituto (vedi l’intervento al Carnevale Pedemontese).

Per un’artista, che vive immerso in un costante, vulcanico caos creativo e ha pretesa di sostenibilità il CSRP è il nido in cui sbocciare. Offrono strumenti pratici, radicamento scientifico e allineamento con la visione.

Jelena è inoltre parte del collettivo che coordina Fashion Revolution in Svizzera.

Alla base c’è l’interesse di Jelena per la connessione tra persone, risorse e ambiente. Il suo impegno è a favore di una transizione possibile verso modelli sostenibili di vestire piuttosto che proporre estremi lontani. Per capirci: Jelena non entra nel giochetto de “i buoni contro i cattivi”. Alla linearità preferisce la circolarità. Grazie a queste iniziative, molte persone possono avere vestiti di qualità gratuitamente, riducendo lo spreco e la creazione di rifiuti nel mondo.

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Il logo de L’Effimera come sintesi del cantiere vivo

Perchè Jelena infine è anche una designer. Una designer in grado di ascoltare. Di quelle poche persone in questo campo che mettono la visione prima della propria estetica personale. Una designer specializzata nella realizzazione di prodotti grafici che sono il frutto di una riflessione condivisa profonda.

Come si racchiude un universo così complesso tra arte, agricoltura, formazione, spiritualità e storia in un simbolo grafico? Non lo si forza. Lo si lascia emergere. Il processo con cui è nato il logo è di per sé un atto di permacultura applicata al design. Come lei stessa mi ha detto durante una delle nostre sessioni di lavoro:

“Il mio lavoro è osservare le condizioni poste e disponibili… e supportare l’emersione di sintesi comuni. Il nome ‘L’Effimera’ è emerso per la qualità caratteriale della ricerca esecutiva. Dare l’inizio di uno spazio con un nome senza già strutturarlo, quindi chiuderlo, è il passo di inizio più semplice. Sappiamo dove stiamo andando ma non sappiamo ancora come si manifesterà finché le persone e gli ambienti affini non si allineeranno…”

Jelena l’ha paragonato a dare un nome a un figlio prima ancora di sapere chi diventerà, o a un gruppo di persone che, facendosi casa vicini, si riconoscono come nucleo e scelgono un nome per farsi riconoscere.

La scelta tipografica e i Tarocchi

Il logo finale ha quindi le sue stratificazioni storiche e concettuali. Il font utilizzato richiama volutamente i toni della stampa europea settecentesca e si rifà esplicitamente all’estetica dei Tarocchi di Marsiglia.

Non è un caso: le mie 22 installazioni sono un riflesso dei 22 Arcani Maggiori. L’aspetto di questo logo permette poi a me, artista, di lavorare sul bidimensionale con uno schema grafico preciso.

Tutto ciò che vi è sopra è un tarocco: un gioco.

Il tarocco è nato infatti come un gioco per le corti del Nord Italia e di questa terra, ora svizzera italiana, da cui vi scrivo. Le due linee che accompagnano il nome fungono da punto di partenza, spesso posto nella parte bassa delle varie carte. Si gioca dentro lo “spazio” non ancora chiuso di cui parlava Jelena.

L’E: L’Effimero che unisce

Dal logo intero abbiamo isolato una sintesi ulteriore: L’E.

Seguita da un’ulteriore sintesi: l’apostrofo che vi è in mezzo.

Visivamente ricorda le curve di una lettera araba. L’apostrofo è l’essenza dell’effimero: si legge senza lasciare traccia. Attraverso l’apostrofo si connette e si fluidifica. Si lavora sulla connessione. L’apostrofo unisce mondi, fa riconoscere le parti.

L’Effimera: Un Valore Olistico e Condiviso

In questa festosa parte della primavera, celebriamo la vita che riemerge vittoriosa dalla terra. Il logo che Jelena ha “fatto emergere” ci accompagnerà per i prossimi cinque anni (almeno).

Quell’apostrofo assomiglia anche a un seme che con questo articolo ripongo nel mondo digitale. Nelle prossime settimane, attraverso il blog di Casa Nabou continuerò ad esplorare l’ecosistema de L’Effimera presentandovi gli altri cuori e le altre menti brillanti che stanno rendendo possibile questo cantiere di vita e arte. Per cui state connessi che il prossimo articolo potrebbe parlare di voi!

In conclusione vi chiedo: il mio modo di passare dal microcosmo delle mie connessioni personali al macrocosmo dei massimi sistemi risulta comprensibile? Mi interessa sapere l’opinione di chiunque sia arrivat* fino alla fine di questo articolo, per cui se avete voglia scrivetemi un feedback a mahdi@elghomri.ch

Più importante però è che vi segnate la data: 14-21 Giugno 2026 ad Agarta, Via alle Pezze 2, Cavigliano (Svizzera)

A prestissimo,

vostro

Mahdi El Ghomri

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